Questa sezione della storia di Cigoli , nasce con l´ intento di dare luce alla vita vissuta nei secoli tra il XII e il XIV dall´antico borgo e dai suoi abitanti .
E´ un viaggio composto da ricordi tramandati di generazione in generazione , in connubio con fatti riportati su antichi scritti e atti redatti dai giuristi del tempo , custoditi all´archivio storico del Comune di San Miniato.
"Con questo intento di illuminare il
Nostro Amato Paese ripercorrendo le tappe significative della sua storia , auguriamo a tutti un felice viaggio "
CIGOLI nel "MEDIOEVO"Nel 1191 è stato rogato a Lucca un documento relativo ai Castelli di Stibbio, Leporaia e Ceule; quest´ultimo muterà successivamente il suo nome in Ceoli, Cevoli, Civoli, fino ad assumere quello definitivo di Cigoli. Alla fine del secolo XII è un castelletto, ma diverrà in futuro un fortilizio importante, strappando a S. Saturnino (attuale Molino d´Egola) il fonte battesimale e il titolo di Pieve , formando così un piccolo comune, grazie anche al trasferimento delle popolazioni del piano.Resterà Comune amministrativamente indipendente fino al XVIII secolo, quando verrà inglobato in quello di S. Miniato.
"...liberi ed esenti dalla
soggezione di qualsiasi persona
autorità e dignità ecclesiastica, o
secolare, sia arcivescovo, vescovo,
duca, marchese, corte, console,
potestà o città o comunità"
"Il Diario di un Galantuomo" - DIARIO (1299 - 1319) di SER GIOVANNI DI LEMMO DA COMUGNORI (località fra Stibbio e Montopoli)Ser Giovanni, notaro dei Priori di S.Miniato nel suo Diario annota come Cigoli, per la sua posizione strategica fra Pisa ghibellina e Firenze guelfa, fu spesso teatro di assedi, uccisioni e saccheggi. ( 23 settembre 1313 li pisani messero a sacco il castello di Civoli e Ser Cello di Salvi da Civoli ebbe mozzo il capo come traditore; 11 Novembre 1316 li huomini di Civoli, di nuovo in lotta coi pisani presero 17 fanti , fra i quali Matteo de´ Bustieri da Montanto e perché era "rubello" fu appiccato per la gola ....)
Ma Ser Giovanni ci racconta anche che nel 1305 maestro Iacopo di Ghermendo di Aldobrandino da Cigoli prese la laurea in medicina all´ Università di Bologna ."ivit Bononiam causa studenda in loicha et medicina".Altro episodio curioso è quello di magister Jacopus medicus che fu preso prigioniero e condotto a Cigoli perché era andato a prestare le sue cure a Piglio da Moriolo ( il castello di Moriolo l´8 Maggio si era dato al marescalco dell´Imperatore.)
Nel suo diario Giovanni di Lemmo registra avvenimenti di cronaca locale,( lotte, rivolte, assedi nascite , morti e matrimoni, un elenco preciso dei capitani del popolo, prezzi dei cereali,. notizie di cronaca n era), ma non trascura di segnalare eventi di grande impatto come la venuta di Carlo di Valois ( sostegno ai Guelfi neri) e alla discesa di Arrigo VII (sostegno ai ghibellini).
Nel 1370, dopo la conquista fiorentina di San Miniato, fu sancito il definitivo smembramento amministrativo dell´antico "comitatus sanminiatese". Furono tolti dalla giurisdizione del vicario di San Miniato una serie di comuni e comunelli anche geograficamente limitrofi e furono istituite quattro podesterie con sede a Barbialla, Montaione, Castelnuovo e Cigoli. Il podestà di Cigoli aveva giurisdizione su Cigoli, Stibbio, Montebicchieri e Leporaia. Ma l´impossibilità da parte dei piccoli centri di mantenere un tribunale portò ben presto ad un nuovo assetto. Così a partire dal 1396 un notaio fu ufficialmente inviato a Cigoli dal podestà di Barbialla, da cui dipendeva, per compilare e verbalizzare gli atti nei territori sopra citati. Il notaio prese il nome di ufficiale e il territorio quello di Ufficialato. Con questa riorganizzazione l´uffficialato di Cigoli, alle dipendenze del podestà di Barbialla ebbe giurisdizione sui territori già appartenenti alla podesteria di Castelnuovo, e cioè Castelnuovo, Coiano, Canneto, Collegalli , Santo Stefano e San Quintino. Con l´avvento del Principato mediceo, l´ufficialato di Cigoli entrò a far parte anche di un magistrato creato per provvedere alla ripartizione delle spese e alla risoluzione dei problemi comuni tra le diverse podesterie. L´Ufficialato di Cigoli fu soppresso nel 1772. Da un punto di vista amministrativo il "comunello di Cigoli" dipendeva da un magistrato comunitativo che era composto da un gonfaloniere e sei priori, uno per ogni "quartuccio" del castello "del Bechini, de Capponi, de Carleschi, del Turco, de Rossetti, de Canneti". Dal 1586 poi le mansioni di cancelliere furono svolte dal cancelliere comunicativo di San Miniato. Nel 1774 il granduca Pietro Leopoldo decretò il rientro del comunello di Cigoli, insieme a Stibbio e Montebicchieri, nella giurisdizione amministrativa di San Miniato. Tale decisione incontro la fiera opposizione degli abitanti di Cigoli, che capeggiati dal parroco e dai possidenti locali cercarono, inutilmente, di mantenere la loro indipendenza.
Nel Settecento il "popolo di Cigoli", che coincideva con i confini della parrocchia, dominava un ampio territorio che si estendeva tra l´Egola e all´Arno e che comprendeva parte delle attuali frazioni di La Catena, Ponte a Egola, San Donato (Romaiano) e San Romano. Tale situazione rimase inalterata fino alla creazione della nuova parrocchia di Ponte a Egola nel 1875, che suscitò non poche polemiche tra queste popolazioni. Durante la seconda guerra mondiale Cigoli divenne importante luogo di aggregazione antifascista con a capo Giuseppe Gori. Ancora oggi Cigoli vive secondo la sua storia, e i luoghi propositivi delle iniziative che la animano rimangono ancora la parrocchia e il circolo Arci. Qui fanno capo anche alcune associazioni culturali e sportive tra cui l´Associazione G. Gori che organizza la festa del tartufo Marzuolo, uno degli avvenimenti che richiamano ogni anno tantissimi turisti e appassionati di gastronomia da ogni parte d´Italia.