"... Sai tu che effetti fa l´amore? Che? bestia! Quelli del Tartufo: Che a´ giovani fa rizzar la ventura e a´ vecchi tirar coregge. Ah! ah! ah! ..." (B. Dovizi - Bibbiena 1470 - Roma 1520, "La calandra")
Con queste righe diamo il benvenuto al protagonosta indiscusso del periodo primaverile: IL TARTUFO MARZUOLO DI CIGOLI.
In queste settimane, i tartufai si affidano al fiuto dei loro amici a quattro zampe per poter trovare l´ambito, TUBER ALBIDUM PICO .
Col tartufo marzuolo si possono preparare svariate pietanze, ma le classiche uova all´occhio di bue o i tagliolini o il risotto, imperversano in questo periodo nel nostro ristorante.
La prima ricetta che vogliamo segnalarvi è quella del
RISOTTO AL TARTUFO MARZUOLO DI CIGOLI CON CREMA DI MELANZANE
Prima di preparare il risotto, facciamo una crema di melanzana, che aggiungeremo a metà cottura, al fine di dare più sapore al risotto.
Quindi:
1 scalogno
olio d´oliva
100 g di melanzana pelata
q.b. brodo vegetale
Fate stufare lo scalogno, aggiungete la melanzana a cubetti e bagnate con il brodo. Lasciate cuocere per 20 minuti, salate pepate ed unite, se le avete, delle bricioline di tartufo, rimaste dalla pulizia o dalle vecchie fette.
Passate al mixer e ricavatene una crema.
RISOTTO:
1 scalogno
50 g di burro
1 rametto intero di prezzemolo
160 g di riso vialone nano
q.b. brodo vegetale
3 cucchiai di crema di melanzane
tartufo bianco a volontà
Il procedimento è quello classico per il risotto. Mantecate con formaggio grattugiato ( consigliatol Parmigiano Reggiano giovane o del Montasio) e scagliate abbondante tartufo Marzuolo di Cigoli
TAGLIATELLE AL TARTUFO MARZUOLO DI CIGOLI
Ingrendienti per 4 persone:
60 g. di tartufo marzuolo di Cigoli, 350 g. di tagliatelle all´uovo, 3 litri di brodo di gallina, 40 grammi di burro, sale.
Preparare il brodo di gallina aggiungendo a fine cottura il burro. Togliere la gallina e cuocere la pasta nel brodo. Scolare la pasta lasciandola piuttosto umida. Disporre nei piatti di servizio aggiungendo un´abbondante quantità di tartufo affettato a velo.
FRITTO ALLA ROMANA (P.Artusi)
Questo fritto potrete farlo quando avrete d´occasione un petto di pollo arrostito e, per una quantità all´incirca eguale all´antecedente, eccovi le proporzioni:
Petto di pollo, grammi 50.
Lingua salata, grammi 40.
Prosciutto grasso e magro, grammi 30.
Parmigiano, una cucchiaiata.
Un piccolo tartufo preferibilmente bianchetto.
Al pollo levate la pelle e tagliatelo a piccolissimi dadi e così pure la lingua e il prosciutto; il tartufo a fettine.
Fate una besciamella con:
Latte, decilitri 2;
Burro, grammi 30;
Farina, grammi 30.
Quando questa sarà cotta versateci gl´ingredienti suddetti e lasciatela diacciar bene per servirvene usando le ostie come nel precedente.
CAPPONE IN GALANTINA (P.Artusi)
Vi descriverò un cappone in galantina fatto in casa mia e servito a un pranzo di dieci persone; ma poteva bastare per venti, poiché, pelato, risultò chilogrammi 1,500.
Vuotato e disossato (per disossare un pollo vedi il n. 258) rimase chilogrammi 0,700 e fu riempito con la quantità di ingredienti che qui appresso vi descrivo:
Magro di vitella di latte, grammi 200.
Detto di maiale, grammi 200.
Mezzo petto di pollastra.
Lardone, grammi 100.
Lingua salata, grammi 80.
Prosciutto grasso e magro, grammi 40.
Tartufi bianchetti, grammi 50.
Pistacchi, grammi 20.
Mancandovi il maiale, può servire il petto di tacchino. I tartufi tagliateli a pezzi grossi come le nocciole e i pistacchi sbucciateli nell´acqua calda. Tutto il resto tagliatelo a filetti della grossezza di un dito scarso e mettetelo da parte salando le carni.
Fate un battuto con altro maiale e con altra vitella di latte, grammi 200 di carne in tutto, pestatelo fine in un mortaio con grammi 60 di midolla di pane bagnata nel brodo; aggiungete un uovo, le bucce dei tartufi, i ritagli della lingua e del prosciutto, conditelo con sale e pepe e, quando ogni cosa è ben pesta, passatelo per istaccio.
Ora, allargate il cappone, salatelo alquanto e cominciate a distendervi sopra un poco di battuto e poi un suolo di filetti intercalati nelle diverse qualità, qualche pezzetto di tartufo e qualche pistacchio; e così di seguito un suolo di filetti e una spalmatura di battuto finché avrete roba, avvertendo che i filetti del petto di pollastra è meglio collocarli verso la coda del cappone per non accumulare sul petto di questo la stessa qualità di carne. Ciò eseguito tirate su i lembi del cappone dalle due parti laterali, non badando se non si uniscono perfettamente, che ciò non importa, e cucitelo. Legatelo per il lungo con uno spago, involtatelo stretto in un pannolino, che avrete prima lavato, onde togliergli l´odore di bucato, legate le due estremità del medesimo e mettetelo a bollire nell´acqua per due ore e mezzo. Dopo scioglietelo, lavate il pannolino, poi di nuovo rinvoltatelo e mettetelo sotto un peso in piano e in modo che il petto del cappone resti al disotto o al disopra e in questa posizione tenetelo per un paio d´ore almeno, onde prenda una forma alquanto schiacciata.
L´acqua dove ha bollito il cappone può servire per brodo e anche per la gelatina n. 3.